maomettano Culto della Morte

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I cattolici praticanti spariscono, le chiese diventano moschee ] E' così che finiscono i veri "musulmani moderati": uccisi., LO STATO ISLAMICO POLVERIZZA LE CROCI, stermina i cristiani dhimmi schiavi! [[ la vera minaccia: di estinzione, è la shariah della LEGA ARABA, tutti i satanisti farisei massoni Onu: non "Mare Nostrum"! ]] Continua la fandonia dell'Islam «moderato», NO! NON ESISTE UNA SHARIAH MODERATA: PERCHé è UN NAZISMO SENZA SPERANZA DI RECIPROCITà: NOI SIAMO COSTRETTI A FARE IL GENOCIDIO DELLA LEGA ARABA! ] L'ultimo caso nella Loira francese. Da Amsterdam a Londra, centinaia di edifici cristiani trasformati in luoghi di culto islamici
di Giulio Meotti | 18 Ottobre 2012  Roma. L'oriente è pieno di chiese trasformate in moschee, come la Omayyade di Damasco, la Ibn Tulun del Cairo e la cattedrale di Santa Sofia a Istanbul. Anni fa una profezia dello scrittore franco-romeno Emil Cioran gettò una luce sinistra anche sull'Europa: "I francesi non si sveglieranno fino a che Notre Dame non sarà diventata una moschea". Si è tornati a citare Cioran ora che la chiesa di Saint-Eloi a Vierzon, fra la Loira e la Borgogna, diventerà un luogo di culto islamico. La diocesi di Bourges, in mancanza di fondi e fedeli, l'ha messa in vendita e l'offerta più significativa, oltre a quella di aziende e commercianti, è arrivata dall'Association des Marocains. La "scristianizzazione" della regione ha spinto a dismettere la chiesa. Su 27 mila abitanti soltanto trecento sono praticanti e vanno a messa una volta alla settimana. Il quotidiano Berry Républicain rivela che siano stati i fedeli, in accordo con la diocesi di Bourges, ad appoggiare la scelta di trasformarla in moschea. Recentemente sono usciti i dati sul cosiddetto "sorpasso islamico in Francia", dove si costruiscono più moschee, e più di frequente, di chiese cattoliche, e ci sono più praticanti musulmani che cattolici. Il più noto leader islamico, Dalil Boubakeur, rettore della gran moschea di Parigi, ha ipotizzato che il numero delle moschee dovrà raddoppiare, fino a quattromila, per soddisfare la domanda. Al contrario la chiesa cattolica ha chiuso più di sessanta edifici sacri, molti dei quali sono destinati a diventare moschee secondo una ricerca del quotidiano Le Croix. Da anni gruppi musulmani stanno chiedendo ai cattolici il permesso di usare le chiese vuote, anche senza acquisirle, per risolvere i problemi di traffico provocati da migliaia di musulmani che pregano in strada.
Un fenomeno, quello della conversione delle chiese in moschee, comune a tutto il centro e nord d'Europa. In Olanda 250 edifici dove per oltre un secolo hanno pregato cattolici, luterani e calvinisti hanno cambiato di mano. Come la moschea Fatih Camii di Amsterdam, un tempo era una chiesa cattolica. O la chiesa di St. Vincentius, messa all'asta assieme ai confessionali, ai banchi, ai crocifissi e ai candelabri. A oggi oltre la metà della popolazione olandese fa parte dei "buitenkerkelijk", i senza chiesa, così come i cattolici sono diminuiti del settanta per cento. L'islam è considerato la "religione più praticata" in Olanda.
Lo scorso gennaio Soeren Kern, senior fellow del Gruppo di studi strategici di Madrid, ha sciorinato i dati sulla proliferazione di moschee in ex luoghi di culto cristiani. In Germania, a Duisburg, la chiesa cattolica chiude sei chiese. A Marxloh l'unica chiesa che sopravvive, quella di San Pietro e Paolo, chiuderà alla fine dell'anno. In tutto il paese quattrocento chiese cattoliche e cento protestanti sono state chiuse. Ad Anversa è allo studio la trasformazione delle chiese inutilizzate in moschee. La Scandinavia vive lo stesso fenomeno. Per citare un caso, la chiesa svedese di St. Olfos è per metà a uso dei musulmani. La principale moschea di Dublino è un'ex chiesa presbiteriana.
In Inghilterra diecimila chiese sono state chiuse dal 1960, e per il 2020 si prevede la chiusura di altre quattromila. Per citare alcuni ex siti cristiani, ci sono la Central Mosque di Brent, la St. Mark's Cathedral che oggi si chiama New Peckham Mosque e la ex chiesa metodista di Wesleyan. La moschea Didsbury, a Manchester, era una chiesa metodista, mentre una chiesa cattolica a Sydney, nella Nuova Scozia, diventerà presto una moschea. Anche a Clitheroe, nel Lancashire, le autorità municipali hanno concesso il permesso di trasformare una chiesa in moschea. Secondo i dati del Religious Trends nel Regno Unito, il numero dei frequentatori di chiese sta diminuendo a tale velocità che entro una generazione sarà tre volte inferiore a quello dei musulmani che vanno in moschea.
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Altro occidentale SGOZZATO dai fanatici islamici.
E domani è l'ottavo anniversario della morte di Oriana FALLACI.
In tutti i Comuni dove è presente un sindaco, un assessore o un consigliere della Lega, domani chiederemo che una via, una piazza, un giardino o una scuola vengano INTITOLATI alla Fallaci.
Vi piace? I cattolici praticanti spariscono, le chiese diventano moschee ] E' così che finiscono i veri "musulmani moderati": uccisi., LO STATO ISLAMICO POLVERIZZA LE CROCI, stermina i cristiani dhimmi schiavi! [[ la vera minaccia: di estinzione, è la shariah della LEGA ARABA, tutti i satanisti farisei massoni Onu: non "Mare Nostrum"! ]] Continua la fandonia dell'Islam «moderato», NO! NON ESISTE UNA SHARIAH MODERATA: PERCHé è UN NAZISMO SENZA SPERANZA DI RECIPROCITà: NOI SIAMO COSTRETTI A FARE IL GENOCIDIO DELLA LEGA ARABA! ] ATTENZIONE IL VIDEO IN ALLEGATO POTREBBE URTARE NOTEVOLMENTE LA TUA SENSIBILITÀ. (Per guardarlo clicca sul link https://www.facebook.com/video.php?v=10202662064132612 - non l'abbiamo pubblicato direttamente per evitare l'esecuzione automatica del video)
Questi sono i figli di Allah, che ci vogliono ammazzare solo perché è scritto nel Corano. Lo Stato democratico di Israele è circondato da questi maiali, e DEVE difendersi ogni giorno. Questi esseri costruiscono cunicoli e spuntano in mezzo alle Città seminando orrore, mentre lanciano circa 200 razzi al giorno. Provate ad immaginare una situazione del genere solo per un attimo. O forse tra un paio di anni se continuate a guardare dall'altra parte non dovrete neppure sforzare l'immaginazione.
Tutti i commenti e tutte le varie riflessioni le lascio a Voi.
(Video di questo genere si trovano sulla bancarelle di TUTTI gli Stati filo-mussulmani, e si guardano durante le feste)
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Isis SHARIAH, IMPERIALISMO SHARIAH LEGA ARABA, è alle porte ma l'Europa sembra non accorgersene [ E' così che finiscono i veri "musulmani moderati": uccisi., LO STATO ISLAMICO POLVERIZZA LE CROCI, stermina i cristiani dhimmi schiavi! [[ la vera minaccia: di estinzione, è la shariah della LEGA ARABA, tutti i satanisti farisei massoni Onu: non "Mare Nostrum"! ]] Continua la fandonia dell'Islam «moderato», NO! NON ESISTE UNA SHARIAH MODERATA: PERCHé è UN NAZISMO SENZA SPERANZA DI RECIPROCITà: NOI SIAMO ] A Istanbul gadget inneggianti all'Isis. E il 16% dei francesi simpatizza per i terroristi. SOSTIENI IL REPORTAGE
Giovanni Masini - Mar, 02/09/2014
Isis è ormai alle soglie dell'Europa, ma nell'opinione pubblica del Vecchio Continente il sentimento prevalente sembra quello dell'indifferenza.
Anche dopo settimane in cui le notizie che arrivavano dai territori controllati dal Califfato si succedevano in un incredibile crescendo di orrori, due sondaggi realizzati in Francia e Gran Bretagna rivelano la scarsa propensione degli Europei a prendere una posizione netta contro l'espansionismo dei terroristi islamici.
Nel Paese transalpino, rivela un sondaggio Icm per l'agenzia russa Rossiya Segodnya, il 16% degli intervistati simpatizzerebbe o avrebbe un'opinione positiva di Isis. Numeri choccanti, che risultano ancora più incredibili considerando che tra i giovani questa percentuale sale addirittura al 27%. Secondo la stessa ricerca, nel Regno Unito questa percentuale scenderebbe al 7% e in Germania tra il 3% e il 4%.
Dalla Gran Bretagna arriva però un altro segnale allarmante: negli stessi giorni in cui il Primo Ministro David Cameron considera la possibilità di un giro di vite contro il terrorismo - tanto in termini di sicurezza interna quanto di invio di armi e interventi militari all'estero - solo un terzo dei sudditi di Sua Maestà britannica sarebbe favorevole a raid aerei contro Isis.
A rivelarlo è un sondaggio promosso da The Independent, secondo cui più della metà dei cittadini britannici sarebbe contrario a un intervento diretto. Anche se non è stata ancora avanzata alcuna richiesta formale al Parlamento, da Washington sono giunte voci secondo cui Obama starebbe sondando in questo senso gli alleati sull'altra sponda dell'Atlantico.
Intanto, mentre tanta parte dell'opinione pubblica europea sembra sprofondare nell'inerzia, da Istanbul arriva un altro segnale di quanto fascino le sirene del Califfato abbiano anche sulla sponda europea del Bosforo.
Nella prima città turca è stato infatti aperto un negozio che vende prodotti a marchio Isil, lo Stato Islamico del Levante: cappellini e magliette con slogan inneggianti alle bandiere nere dei jihadisti. Intervistati dalla stampa turca, i proprietari del negozio hanno confessato senza pudore che i prodotti erano destinati a un pubblico di giovanissimi.
Ma quel che è peggio, il negozio non ha ricevuto nemmeno un controllo da parte della autorità: una negligenza che non è sfuggita all'opposizione in Parlamento, che accusa il Presidente Erdogan di indulgenza verso gli islamisti.
Appena a giugno era stata diffusa la notizia che 3000 combattenti volontari erano partiti dalla Turchia per arruolarsi sotto le insegne del Califfato.
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/isis-alle-porte-leuropa-sembra-non-accorgersene-1048458.html?utm_source=Facebook&utm_medium=Link&utm_content=Isis%2B%C3%A8%2Balle%2Bporte%2Bma%2Bl%27Europa%2Bsembra%2Bnon%2Baccorgersene%2B-%2BIlGiornale.it&utm_campaign=Facebook+Page
è LEGALE lo STUPRATORE PEDOFILO ISLAMICO, perché, è PROTETTO DALLO STATO MASSONICO bildenberg Merkel Mogherini! "Le autorità hanno fallito per paura di essere tacciate di 'razzismo'". Anche Paul Valley del Guardian ci va giù duro sull'incredibile caso di Rotherham, una città di 117 mila abitanti nel nord dell'Inghilterra famosa per il carbone, teatro di abusi e violenze sessuali dal 1997 al 2013. Le vittime erano bambini da undici a sedici anni con problemi mentali, emozionali o familiari. Sarebbero oltre mille. Gli aggressori però non erano preti cattolici o star dell'establishment come Jimmy Savile, ma membri delle comunità pachistana e islamica. Così era stato tutto messo a tacere. Ieri il politico laburista Denis MacShane ha detto di non aver voluto indagare, sebbene fosse a conoscenza degli abusi, perché, "da lettore del Guardian e liberal di sinistra", aveva paura di "affondare il barcone multiculturale". Alexis Jay, incaricata dalle autorità di far luce su quanto era successo, ha trovato responsabilità di polizia, politici e assistenti sociali che non hanno voluto, pur sapendo, fermare le violenze. I funzionari "temevano di denunciare l'origine etnica di chi era coinvolto" col timore di essere definiti come "razzisti".  Isis SHARIAH, IMPERIALISMO SHARIAH LEGA ARABA, è alle porte ma l'Europa sembra non accorgersene [ E' così che finiscono i veri "musulmani moderati": uccisi., LO STATO ISLAMICO POLVERIZZA LE CROCI, stermina i cristiani dhimmi schiavi! [[ la vera minaccia: di estinzione, è la shariah della LEGA ARABA, tutti i satanisti farisei massoni Onu: non "Mare Nostrum"! ]] Continua la fandonia dell'Islam «moderato», NO! NON ESISTE UNA SHARIAH MODERATA: PERCHé è UN NAZISMO SENZA SPERANZA DI RECIPROCITà: NOI SIAMO ] A Istanbul gadget inneggianti all'Isis. E il 16% dei francesi simpatizza per i terroristi. 
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Il pedofilo politicamente corretto, Murray: "Il caso di Rotherham è colpa della paura multiculturale" di Giulio Meotti | 31 Agosto 2014
Roma. "Le autorità hanno fallito per paura di essere tacciate di 'razzismo'". Anche Paul Valley del Guardian ci va giù duro sull'incredibile caso di Rotherham, una città di 117 mila abitanti nel nord dell'Inghilterra famosa per il carbone, teatro di abusi e violenze sessuali dal 1997 al 2013. Le vittime erano bambini da undici a sedici anni con problemi mentali, emozionali o familiari. Sarebbero oltre mille. Gli aggressori però non erano preti cattolici o star dell'establishment come Jimmy Savile, ma membri delle comunità pachistana e islamica. Così era stato tutto messo a tacere. Ieri il politico laburista Denis MacShane ha detto di non aver voluto indagare, sebbene fosse a conoscenza degli abusi, perché, "da lettore del Guardian e liberal di sinistra", aveva paura di "affondare il barcone multiculturale". Alexis Jay, incaricata dalle autorità di far luce su quanto era successo, ha trovato responsabilità di polizia, politici e assistenti sociali che non hanno voluto, pur sapendo, fermare le violenze. I funzionari "temevano di denunciare l'origine etnica di chi era coinvolto" col timore di essere definiti come "razzisti".
Il sindaco di Rotherham, il laburista Roger Stone, ha dato le dimissioni dopo che è stato presentato il rapporto Jay e si ora chiedono anche quelle di Shaun Wright, responsabile per la polizia e per il dipartimento di contrasto al crimine dello Yorkshire del sud. Wright, ex politico per il Partito laburista, ai tempi delle prime rivelazioni, tre anni fa, era responsabile per la difesa dei diritti dell'infanzia nella stessa area. E Wright si è difeso così: "A quei tempi non avevamo idea che gli abusi avvenissero su scala industriale". Le autorità, per non scatenare le ire della comunità islamica, avevano sempre messo a tacere le denunce delle vittime e delle loro famiglie.
"Il politicamente corretto si impadronisce dello Yorkshire", titola il Wall Street Journal che dedica alla vicenda un saggio importante. Il Daily Mail e altri giornali conservatori inglesi stanno attaccando la Bbc e la stampa "progressista", colpevole di aver "ripulito" la notizia degli abusi sessuali, non sottolineando il fatto che gli stupratori provenissero dal Pakistan. Ieri Parveen Qureshi, direttore dello United Multicultural Centre di Rotherham, ha accusato anche i leader islamici locali di essere stati a conoscenza degli abusi sessuali commessi dai giovani islamici: "Sapevano e non hanno fatto niente. In comunità si sussurrava".
ARTICOLI CORRELATI Adesso Londra ha paura: l'indipendenza della Scozia è più vicina L'inchiesta governativa era partita un anno fa, dopo che il quotidiano Times aveva pubblicato alcuni documenti che dimostravano la latitanza dei servizi sociali e della polizia di Rotherham. Il giornale aveva parlato dell'"abuso endemico di ragazze adolescenti da parte di uomini più grandi, per lo più di origine pachistana", che avveniva a Rotherham. "Sembra che alcuni pensassero che si trattasse di casi eccezionali, che secondo loro non si sarebbero ripetuti", recita il rapporto Jay. "Altri erano preoccupati di riferire le origini etniche dei responsabili per paura di essere considerati razzisti; altri ancora ricordano invece di aver ricevuto chiare istruzioni di non farlo da parte dei propri dirigenti". Tre anni fa cinque uomini, tutti pachistani, finirono in carcere per avere molestato e stuprato alcune ragazzine minorenni. Gli abusi si estendono alle città di Oldham, Rochdale e Derby. Interpellato dal Foglio, commenta così Douglas Murray, direttore della Henry Jackson Society. "Negli ultimi decenni, lo status quo ha cercato in ogni modo di far sì che nessuno offendesse qualcun altro o che sembrasse criticare qualcuno sulla base della razza, della religione o della cultura. Questa preoccupazione, legittima da un lato, ha portato a una autocensura del mainstream. Così si arriva a Rotherham. E' un caso unico, dove tutti hanno cercato di nascondere il livello e la qualità degli abusi. Avevano tutti paura di essere accusati di 'islamofobia'. La paura si è impadronita della cultura inglese". Così, nella città dove sorgono le miniere inglesi di carbone, esempio di un "prosperoso futuro" nella retorica laburista, si è celebrato un sabba multiculturale.  http://www.ilfoglio.it/articoli/v/120436/rubriche/il-pedofilo-politicamente-corretto.htm
è LEGALE lo STUPRATORE PEDOFILO ISLAMICO, perché, è PROTETTO DALLO STATO MASSONICO bildenberg Merkel Mogherini! Isis SHARIAH, IMPERIALISMO SHARIAH LEGA ARABA, è alle porte ma l'Europa sembra non accorgersene [ E' così che finiscono i veri "musulmani moderati": uccisi., LO STATO ISLAMICO POLVERIZZA LE CROCI, stermina i cristiani dhimmi schiavi! [[ la vera minaccia: di estinzione, è la shariah della LEGA ARABA, tutti i satanisti farisei massoni Onu: non "Mare Nostrum"! ]] Continua la fandonia dell'Islam «moderato», NO! NON ESISTE UNA SHARIAH MODERATA: PERCHé è UN NAZISMO SENZA SPERANZA DI RECIPROCITà: NOI SIAMO ] Le migliori frasi di Oriana Fallaci
Voglio dire quando l'articolo La Rabbia e l'Orgoglio (non ancora libro) apparve in Italia. E il New York Times scatenò la sua Super Political Correctness con una intera pagina nella quale la corrispondente da Roma mi presentava come «a provocateur» una «provocatrice». Una villana colpevole di calunniare l'Islam... Quando l'articolo divenne libro e apparve qui, ancora peggio. Perché il New York Post mi descrisse, sì, come «La Coscienza d'Europa, l'eccezione in un'epoca dove l'onestà e la chiarezza non sono più considerate preziose virtù». Nelle loro lettere i lettori mi definirono, sì, «il solo intelletto eloquente che l'Europa avesse prodotto dal giorno in cui Winston Churchill pronunciò lo Step by Step cioè il discorso con cui metteva in guardia l'Europa dall'avanzata di Hitler». Ma i giornali e le TV e le radio della Sinistra al Caviale rimasero mute, oppure si unirono alla tesi del New York Times.
Tantomeno dimentico ciò che è avvenuto nel mio paese durante questi giorni di novembre 2005. Perché, pubblicato da una casa editrice che nella maggioranza delle quote azionarie appartiene ai miei editori italiani, e da questi vistosamente annunciato sul giornale che consideravo il mio giornale, in un certo senso la mia famiglia, un altro libro anti- Fallaci ora affligge le librerie. Un libro scritto, stavolta, dall'ex vice-direttore del quotidiano che un tempo apparteneva al defunto Partito Comunista. Bé, non l'ho letto. Né lo leggerò. (Esistono almeno sei libri su di me. Quasi tutti, biografie non-autorizzate e piene di bugie offensive nonché di grottesche invenzioni. E non ne ho mai letto uno. Non ho mai neppure gettato lo sguardo sulle loro copertine). Ma so che stavolta il titolo, naturalmente accompagnato dal mio nome che garantisce le vendite, contiene le parole «cattiva maestra». So che la cattiva-maestra è ritratta come una sordida reazionaria, una perniciosa guerrafondaia, una mortale portatrice di «Orianismo». E secondo l'ex vice-direttore dell'ex quotidiano ultracomunista, l'Orianismo è un virus. Una malattia, un contagio, nonché un'ossessione, che uccide tutte le vittime contaminate. (Graziaddio, molti milioni di vittime. Soltanto in Italia, la Trilogia ha venduto assai più di quattro milioni di copie in tre anni. E negli altri ventun paesi è un saldo bestseller).
Ma questo non è tutto. Perché nei medesimi giorni il sindaco milanese di centro-destra mi incluse nella lista degli Ambrogini: le molto ambite medaglie d'oro che per la festa di Sant'Ambrogio la città di Milano consegna a persone note, o quasi, nel campo della cultura. E quando il mio nome venne inserito, i votanti della Sinistra sferrarono un pandemonio che durò fino alle cinque del mattino. Per tutta la notte, ho saputo, fu come guardare una rissa dentro un pollaio. Le penne volavano, le creste e i bargigli sanguinavano, i coccodè assordavano, e lode al cielo se nessuno finì al Pronto Soccorso. Poi, il giorno dopo, tornarono strillando che il mio Ambrogino avrebbe inquinato il pluriculturalismo e contaminato la festa di Sant'Ambrogio. Che avrebbe dato alla cerimonia del premio un significato anti-islamico, che avrebbe offeso i mussulmani e i premiati della Sinistra. Quest'ultimi minacciarono addirittura di respingere le ambite medaglie d'oro e promisero di inscenare una fiera dimostrazione contro la donna perversa. Infine il leader del Partito di Rifondazione Comunista dichiarò: «Dare l'Ambrogino alla Fallaci è come dare il Premio Nobel della Pace a George W. Bush».
Oriana Fallaci all'Anny Tailor Award
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Le migliori frasi di Oriana Fallaci ha condiviso un link.
29 agosto, Non si capisce sulla base di quale legge il Tribunale abbia potuto pronunciarsi in quel senso. Non certo in base a quella vigente in Italia in tema di adozioni: l'articolo che regola la materia, e dal quale tutti gli altri discendono, è inequivocabile: "L'adozione è consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni". E siccome si dà il caso che per la Costituzione a poter essere uniti in matrimonio, in Italia, sono ancora soltanto persone di diverso sesso, non esiste il presupposto giuridico perché una coppia di donne conviventi (o meglio, la donna convivente della vera madre) possa accedere all'adozione. Per capire di che si tratta, pensiamo solo che se al posto di quella donna ci fosse un uomo convivente, l'adozione non sarebbe possibile.
http://www.ilfoglio.it/articoli/v/120404/rubriche/la-strana-giurisprudenza-delladozione-gay-allitaliana.htm
La bambina di cui si sta parlando in queste ore, invece, non è né stata dichiarata adottabile – e come potrebbe, visto che una madre ce l'ha? – e neanche, a maggior ragione, candidata all'affido. La verità è che in Italia non esiste nessuna legge che autorizzi l'adozione da parte di persone dello stesso sesso, ma per certi giudici, che vogliono sostituirsi al Parlamento e alla volontà popolare, la cosa è evidentemente irrilevante.
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http://edintorni.net/related/service/redirect/?ac=ilfoglio&ch=1&rf=http%3A//www.ilfoglio.it/articoli/v/97725/rubriche/cos-le-nozze-gay-dettano-lagenda-in-occidente.htm
Così le nozze gay dettano l'agenda in occidente
http://edintorni.net/related/service/redirect/?ac=ilfoglio&ch=1&rf=http%3A//www.ilfoglio.it/articoli/v/96702/rubriche/la-guerra-civile-del-mariage-gay.htm
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[La guerra civile del mariage gay]
Due donne americane sposate partecipano a una manifestazione a favore dei matrimoni gay in America
La notizia è che il Tribunale dei minorenni di Roma avrebbe autorizzato la prima adozione di una bambina per una coppia di donne conviventi da una decina d'anni. Non è esattamente così. La procedura di adozione riguarda in realtà una sola delle due donne, perché l'altra è già la madre effettiva e legale della bambina, avuta – dicono le interessate – con inseminazione eterologa effettuata all'estero. Il problema era dunque far riconoscere alla convivente che con la piccola non ha alcun legame biologico – ma che, come si dice, ha "partecipato al progetto genitoriale"  – lo stesso ruolo della madre e gli identici diritti-doveri stabiliti dalla legge. Stando alle dichiarazioni della loro avvocatessa, ci sarebbero riuscite: il Tribunale ha accolto il ricorso della coppia sulla base della legge relativa all'adozione, laddove, ha dichiarato la legale, essa è contemplata "nel superiore e preminente interesse del minore a mantenere anche formalmente con l'adulto, in questo caso genitore 'sociale', quel rapporto affettivo e di convivenza già positivamente consolidatosi nel tempo".
ARTICOLI CORRELATI Corriere della Sera e coppie gay, sogna o sondaggio? La lacrimosa Natività gay e post moderna che "emoziona il mondo" La rieducazione al gender è totalitaria e non funziona, dice Maffesoli Se fosse così, sarebbe sul serio una prima assoluta in quanto a giurisprudenza creativa. Non si capisce sulla base di quale legge il Tribunale abbia potuto pronunciarsi in quel senso. Non certo in base a quella vigente in Italia in tema di adozioni: l'articolo che regola la materia, e dal quale tutti gli altri discendono, è inequivocabile: "L'adozione è consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni". E siccome si dà il caso che per la Costituzione a poter essere uniti in matrimonio, in Italia, sono ancora soltanto persone di diverso sesso, non esiste il presupposto giuridico perché una coppia di donne conviventi (o meglio, la donna convivente della vera madre) possa accedere all'adozione. Per capire di che si tratta, pensiamo solo che se al posto di quella donna ci fosse un uomo convivente, l'adozione non sarebbe possibile.
Non si tratta nemmeno dell'affido (procedura diversa dall'adozione, tanto che può riguardare anche una persona singola), che pure ha interessato una coppia di uomini, lo scorso anno.  In quel caso, una bambina di tre anni in condizioni famigliari complesse, che conosceva bene e già chiamava zii i due uomini, suoi vicini di casa, è stata data in affido temporaneo di tre anni alla coppia dal Tribunale di Bologna.  La bambina di cui si sta parlando in queste ore, invece, non è né stata dichiarata adottabile – e come potrebbe, visto che una madre ce l'ha? – e neanche, a maggior ragione, candidata all'affido. La verità è che in Italia non esiste nessuna legge che autorizzi l'adozione da parte di persone dello stesso sesso, ma per certi giudici, che vogliono sostituirsi al Parlamento e alla volontà popolare, la cosa è evidentemente irrilevante.
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Adozione, bambina a una coppia di conviventi omosessuali: primo caso in Italia
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11680027/Adozione--bambina-a-una-coppia.html
In Italia una coppia omosessuale può adottare: questa la decisione del Tribunale per i Minorenni di Roma, che de facto "scrive" la legislazione su un tema non ancora normato e che divide l'opinione pubblica. E' successo che il tribunale capitolino ha riconosciuto l'adozione di una bambina che vive in una coppia omosessuale, due donne lesbiche. La piccola è la figlia biologica di una sola delle due conviventi, entrambe libere professioniste. Si tratta del primo caso di adozione per una coppia omosessuale in Italia, nel dettaglio del primo caso della cosiddetta "stepchil adoption": la notizia è stata resa nota da Maria Antonia Pili, legale con sede a Pordenone e presidente di Aiaf Friuli. La coppia, che vive a Roma dal 2003, ha avuto una bimba all'estero grazie alla procreazione assistita. Il Tribunale ha accolto il ricorso dalle due per ottenere l'adozione della bimba da parte della mamma non biologica (la "stepchild adoption", appunto, già consentita in altri Paesi). Le due donne si erano rivolte all'Assoziazione italiana avvocati famiglia e minori per la stesura del ricorso.

è LEGALE lo STUPRATORE PEDOFILO ISLAMICO, perché, è PROTETTO DALLO STATO MASSONICO bildenberg Merkel Mogherini! Isis SHARIAH, IMPERIALISMO SHARIAH LEGA ARABA, è alle porte ma l'Europa sembra non accorgersene [ E' così che finiscono i veri "musulmani moderati": uccisi., LO STATO ISLAMICO POLVERIZZA LE CROCI, stermina i cristiani dhimmi schiavi! [[ la vera minaccia: di estinzione, è la shariah della LEGA ARABA, tutti i satanisti farisei massoni Onu: non "Mare Nostrum"! ]] Continua la fandonia dell'Islam «moderato», NO! NON ESISTE UNA SHARIAH MODERATA: PERCHé è UN NAZISMO SENZA SPERANZA DI RECIPROCITà: NOI SIAMO ] Sull'islam aveva ragione quella "pazza" di Oriana Fallaci
L'odio per l'Occidente, il fallimento dell'integrazione: in queste righe sembra di leggere la cronaca di oggi / Aiutaci a sostenere il reportage sui cristiani perseguitati
Oriana Fallaci - Mar, 26/08/2014
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Leggete queste righe come fossero un saggio scritto ieri, e avrete una valida analisi dei fatti di attualità degli ultimi giorni. Ma, com'è ovvio, le righe che seguono sono state scritte da Oriana Fallaci non in queste ore, ma all'indomani dell'11 settembre del 2001, dopo l'attacco alle Torri Gemelle. Parole scritte con rabbia e con l'intensità di cui lei era capace, ma anche con coraggio. Un coraggio che dette fastidio a chi preferiva non intendere le sue ragioni. Abbiamo deciso di ripubblicare un estratto dei suoi scritti sul rapporto tra l'Islam e l'Occidente, che si possono leggere in versione integrale nei libri editi da Rizzoli.
Un atto di giustizia rileggerli oggi che il quadro è ancora più chiaro e molti, che le davano della pazza, sono costretti ad ammettere che invece ci aveva visto giusto.
Sono anni che come una Cassandra mi sgolo a gridare «Troia brucia, Troia brucia». Anni che ripeto al vento la verità sul Mostro e sui complici del Mostro cioè sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le porte. Che come nell'Apocalisse dell'evangelista Giovanni si gettano ai suoi piedi e si lasciano imprimere il marchio della vergogna. Incominciai con La Rabbia e l'Orgoglio . Continuai con La Forza della Ragione . Proseguii con Oriana Fallaci intervista sé stessa e con L'Apocalisse . I libri, le idee, per cui in Francia mi processarono nel 2002 con l'accusa di razzismo-religioso e xenofobia. Per cui in Svizzera chiesero al nostro ministro della Giustizia la mia estradizione in manette. Per cui in Italia verrò processata con l'accusa di vilipendio all'Islam cioè reato di opinione. Libri, idee, per cui la Sinistra al Caviale e la Destra al Fois Gras ed anche il Centro al Prosciutto mi hanno denigrata vilipesa messa alla gogna insieme a coloro che la pensano come me. Cioè insieme al popolo savio e indifeso che nei loro salotti viene definito dai radical-chic «plebaglia-di-destra». E sui giornali che nel migliore dei casi mi opponevano farisaicamente la congiura del silenzio ora appaiono titoli composti coi miei concetti e le mie parole. Guerra-all'Occidente, Culto-della-Morte, Suicidio-dell'Europa, Sveglia-Italia-Sveglia.
Il nemico è in casa
Continua la fandonia dell'Islam «moderato», la commedia della tolleranza, la bugia dell'integrazione, la farsa del pluriculturalismo. E con questa, il tentativo di farci credere che il nemico è costituito da un'esigua minoranza e che quella esigua minoranza vive in Paesi lontani. Be', il nemico non è affatto un'esigua minoranza. E ce l'abbiamo in casa. Ed è un nemico che a colpo d'occhio non sembra un nemico. Senza la barba, vestito all'occidentale, e secondo i suoi complici in buona o in malafede perfettamente-inserito-nel-nostro-sistema-sociale. Cioè col permesso di soggiorno. Con l'automobile. Con la famiglia. E pazienza se la famiglia è spesso composta da due o tre mogli, pazienza se la moglie o le mogli le fracassa di botte, pazienza se non di rado uccide la figlia in blue jeans, pazienza se ogni tanto suo figlio stupra la quindicenne bolognese che col fidanzato passeggia nel parco. È un nemico che trattiamo da amico. Che tuttavia ci odia e ci disprezza con intensità. Un nemico che in nome dell'umanitarismo e dell'asilo politico accogliamo a migliaia per volta anche se i Centri di accoglienza straripano, scoppiano, e non si sa più dove metterlo. Un nemico che in nome della «necessità» (ma quale necessità, la necessità di riempire le strade coi venditori ambulanti e gli spacciatori di droga?) invitiamo anche attraverso l'Olimpo Costituzionale. «Venite, cari, venite. Abbiamo tanto bisogno di voi». Un nemico che le moschee le trasforma in caserme, in campi di addestramento, in centri di reclutamento per i terroristi, e che obbedisce ciecamente all'imam. Un nemico che in virtù della libera circolazione voluta dal trattato di Schengen scorrazza a suo piacimento per l'Eurabia sicché per andare da Londra a Marsiglia, da Colonia a Milano o viceversa, non deve esibire alcun documento. Può essere un terrorista che si sposta per organizzare o materializzare un massacro, può avere addosso tutto l'esplosivo che vuole: nessuno lo ferma, nessuno lo tocca.
Il crocifisso sparirà
Un nemico che appena installato nelle nostre città o nelle nostre campagne si abbandona alle prepotenze ed esige l'alloggio gratuito o semi-gratuito nonché il voto e la cittadinanza. Tutte cose che ottiene senza difficoltà. Un nemico che ci impone le proprie regole e i propri costumi. Che bandisce il maiale dalle mense delle scuole, delle fabbriche, delle prigioni. Che aggredisce la maestra o la preside perché una scolara bene educata ha gentilmente offerto al compagno di classe musulmano la frittella di riso al marsala cioè «col liquore». E-attenta-a-non-ripeter-l'oltraggio. Un nemico che negli asili vuole abolire anzi abolisce il Presepe e Babbo Natale. Che il crocifisso lo toglie dalle aule scolastiche, lo getta giù dalle finestre degli ospedali, lo definisce «un cadaverino ignudo e messo lì per spaventare i bambini musulmani». Un nemico che in Inghilterra s'imbottisce le scarpe di esplosivo onde far saltare in aria il jumbo del volo Parigi-Miami. Un nemico che ad Amsterdam uccide Theo van Gogh colpevole di girare documentari sulla schiavitù delle musulmane e che dopo averlo ucciso gli apre il ventre, ci ficca dentro una lettera con la condanna a morte della sua migliore amica. Il nemico, infine, per il quale trovi sempre un magistrato clemente cioè pronto a scarcerarlo. E che i governi eurobei (ndr: non si tratta d'un errore tipografico, voglio proprio dire eurobei non europei) non espellono neanche se è clandestino.
Dialogo tra civiltà
Apriti cielo se chiedi qual è l'altra civiltà, cosa c'è di civile in una civiltà che non conosce neanche il significato della parola libertà. Che per libertà, hurryya, intende «emancipazione dalla schiavitù». Che la parola hurryya la coniò soltanto alla fine dell'Ottocento per poter firmare un trattato commerciale. Che nella democrazia vede Satana e la combatte con gli esplosivi, le teste tagliate. Che dei Diritti dell'Uomo da noi tanto strombazzati e verso i musulmani scrupolosamente applicati non vuole neanche sentirne parlare. Infatti rifiuta di sottoscrivere la Carta dei Diritti Umani compilata dall'Onu e la sostituisce con la Carta dei Diritti Umani compilata dalla Conferenza Araba. Apriti cielo anche se chiedi che cosa c'è di civile in una civiltà che tratta le donne come le tratta. L'Islam è il Corano, cari miei. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la Libertà, è incompatibile con la Democrazia, è incompatibile con i Diritti Umani. È incompatibile col concetto di civiltà.
Una strage in Italia?
La strage toccherà davvero anche a noi, la prossima volta toccherà davvero a noi? Oh, sì. Non ne ho il minimo dubbio. Non l'ho mai avuto. E aggiungo: non ci hanno ancora attaccato in quanto avevano bisogno della landing-zone, della testa di ponte, del comodo avamposto che si chiama Italia. Comodo geograficamente perché è il più vicino al Medio Oriente e all'Africa cioè ai Paesi che forniscono il grosso della truppa. Comodo strategicamente perché a quella truppa offriamo buonismo e collaborazionismo, coglioneria e viltà. Ma presto si scateneranno. Molti italiani non ci credono ancora. Si comportano come i bambini per cui la parola Morte non ha alcun significato. O come gli scriteriati cui la morte sembra una disgrazia che riguarda gli altri e basta. Nel caso peggiore, una disgrazia che li colpirà per ultimi. Peggio: credono che per scansarla basti fare i furbi cioè leccarle i piedi.
Multiculturalismo, che panzana
L'Eurabia ha costruito la panzana del pacifismo multiculturalista, ha sostituito il termine «migliore» col termine «diverso-differente», s'è messa a blaterare che non esistono civiltà migliori. Non esistono principii e valori migliori, esistono soltanto diversità e differenze di comportamento. Questo ha criminalizzato anzi criminalizza chi esprime giudizi, chi indica meriti e demeriti, chi distingue il Bene dal Male e chiama il Male col proprio nome. Che l'Europa vive nella paura e che il terrorismo islamico ha un obbiettivo molto preciso: distruggere l'Occidente ossia cancellare i nostri principii, i nostri valori, le nostre tradizioni, la nostra civiltà. Ma il mio discorso è caduto nel vuoto. Perché? Perché nessuno o quasi nessuno l'ha raccolto. Perché anche per lui i vassalli della Destra stupida e della Sinistra bugiarda, gli intellettuali e i giornali e le tv insomma i tiranni del politically correct , hanno messo in atto la Congiura del Silenzio. Hanno fatto di quel tema un tabù.
Conquista demografica
Nell'Europa soggiogata il tema della fertilità islamica è un tabù che nessuno osa sfidare. Se ci provi, finisci dritto in tribunale per razzismo-xenofobia-blasfemia. Ma nessun processo liberticida potrà mai negare ciò di cui essi stessi si vantano. Ossia il fatto che nell'ultimo mezzo secolo i musulmani siano cresciuti del 235 per cento (i cristiani solo del 47 per cento). Che nel 1996 fossero un miliardo e 483 milioni. Nel 2001, un miliardo e 624 milioni. Nel 2002, un miliardo e 657 milioni. Nessun giudice liberticida potrà mai ignorare i dati, forniti dall'Onu, che ai musulmani attribuiscono un tasso di crescita oscillante tra il 4,60 e il 6,40 per cento all'anno (i cristiani, solo 1'1 e 40 per cento). Nessuna legge liberticida potrà mai smentire che proprio grazie a quella travolgente fertilità negli anni Settanta e Ottanta gli sciiti abbiano potuto impossessarsi di Beirut, spodestare la maggioranza cristiano-maronita. Tantomeno potrà negare che nell'Unione Europea i neonati musulmani siano ogni anno il dieci per cento, che a Bruxelles raggiungano il trenta per cento, a Marsiglia il sessanta per cento, e che in varie città italiane la percentuale stia salendo drammaticamente sicché nel 2015 gli attuali cinquecentomila nipotini di Allah da noi saranno almeno un milione.
Addio Europa, c'è l'Eurabia
L'Europa non c'è più. C'è l'Eurabia. Che cosa intende per Europa? Una cosiddetta Unione Europea che nella sua ridicola e truffaldina Costituzione accantona quindi nega le nostre radici cristiane, la nostra essenza? L'Unione Europea è solo il club finanziario che dico io. Un club voluto dagli eterni padroni di questo continente cioè dalla Francia e dalla Germania. È una bugia per tenere in piedi il fottutissimo euro e sostenere l'antiamericanismo, l'odio per l'Occidente. È una scusa per pagare stipendi sfacciati ed esenti da tasse agli europarlamentari che come i funzionari della Commissione Europea se la spassano a Bruxelles. È un trucco per ficcare il naso nelle nostre tasche e introdurre cibi geneticamente modificati nel nostro organismo. Sicché oltre a crescere ignorando il sapore della Verità le nuove generazioni crescono senza conoscere il sapore del buon nutrimento. E insieme al cancro dell'anima si beccano il cancro del corpo.
Integrazione impossibile
La storia delle frittelle al marsala offre uno squarcio significativo sulla presunta integrazione con cui si cerca di far credere che esiste un Islam ben distinto dall'Islam del terrorismo. Un Islam mite, progredito, moderato, quindi pronto a capire la nostra cultura e a rispettare la nostra libertà. Virgilio infatti ha una sorellina che va alle elementari e una nonna che fa le frittelle di riso come si usa in Toscana. Cioè con un cucchiaio di marsala dentro l'impasto. Tempo addietro la sorellina se le portò a scuola, le offrì ai compagni di classe, e tra i compagni di classe c'è un bambino musulmano. Al bambino musulmano piacquero in modo particolare, così quel giorno tornò a casa strillando tutto contento: «Mamma, me le fai anche te le frittelle di riso al marsala? Le ho mangiate stamani a scuola e...». Apriti cielo. L'indomani il padre di detto bambino si presentò alla preside col Corano in pugno. Le disse che aver offerto le frittelle col liquore a suo figlio era stato un oltraggio ad Allah, e dopo aver preteso le scuse la diffidò dal lasciar portare quell'immondo cibo a scuola. Cosa per cui Virgilio mi rammenta che negli asili non si erige più il Presepe, che nelle aule si toglie dal muro il crocifisso, che nelle mense studentesche s'è abolito il maiale. Poi si pone il fatale interrogativo: «Ma chi deve integrarsi, noi o loro?».
L'islam moderato non esiste
Il declino dell'intelligenza è il declino della Ragione. E tutto ciò che oggi accade in Europa, in Eurabia, ma soprattutto in Italia è declino della Ragione. Prima d'essere eticamente sbagliato è intellettualmente sbagliato. Contro Ragione. Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l'Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo con l'affogar dentro lo stagno, è contro Ragione. Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri figli, la propria dignità, la propria essenza, è contro Ragione. Accettare passivamente le sciocche o ciniche menzogne che ci vengono somministrate come l'arsenico nella minestra è contro Ragione. Assuefarsi, rassegnarsi, arrendersi per viltà o per pigrizia è contro Ragione. Morire di sete e di solitudine in un deserto sul quale il Sole di Allah brilla al posto del Sol dell'Avvenir è contro Ragione.
Ecco cos'è il Corano
Perché non si può purgare l'impurgabile, censurare l'incensurabile, correggere l'incorreggibile. Ed anche dopo aver cercato il pelo nell'uovo, paragonato l'edizione della Rizzoli con quella dell'Ucoii, qualsiasi islamista con un po' di cervello ti dirà che qualsiasi testo tu scelga la sostanza non cambia. Le Sure sulla jihad intesa come Guerra Santa rimangono. E così le punizioni corporali. Così la poligamia, la sottomissione anzi la schiavizzazione della donna. Così l'odio per l'Occidente, le maledizioni ai cristiani e agli ebrei cioè ai cani infedeli. http://www.ilgiornale.it/news/politica/aveva-ragione-pazza-fallaci-1046778.html?utm_source=Facebook&utm_medium=Link&utm_content=Sull%27islam%2Baveva%2Bragione%2Bquella%2B%22pazza%22%2Bdi%2BOriana%2BFallaci%2B-%2BIlGiornale.it&utm_campaign=Facebook+Page
TORNA L'ISLAM ASSASSINO Redazione - Gio, 13/09/2012 Islam assassino. Dietro gli attacchi terroristici alle ambasciate americane a Bengasi e al Cairo non c'è una scheggia impazzita, addirittura nemica del «vero islam», così come predicano i relativisti nostrani, da Obama che si è innamorato del Corano e difende Maometto a Monti che ha il portafogli che gli batte al posto del cuore, da quest'Unione europea che finanzia generosamente e follemente i nostri carnefici dal Marocco alla Siria a quella parte della Chiesa che si è invaghita del dialogo fine a se stesso culminando nella legittimazione dell'islam che corrisponde alla negazione del cristianesimo.
Non è questa la verità! Aprite bene gli occhi, guardate chi si accalcava di fronte alle due ambasciate e ha protetto alle spalle i terroristi che si sono fatti largo a suon di bombe e di razzi. Erano uomini e donne, giovani, adulti e anziani, apparentemente persone come tutte le altre. Leggete ciò che era scritto sui cartelli e sui Corani aperti che innalzavano, la nostra condanna a morte per aver osato offendere il loro profeta. Ascoltate bene le incitazioni contro l'Occidente proferite ad alta voce dagli istigatori dell'odio che si mescolavano beatamente tra la folla. No! Non è una scheggia impazzita! La verità che è sotto i nostri occhi e che sentiamo con le nostre orecchie è che questo terrorismo islamico è la punta dell'iceberg di una realtà popolare più ampia, diffusa e radicata che lo legittima, lo sostiene e lo finanzia. E oggi, grazie al successo della cosiddetta «primavera araba», trova pieno incoraggiamento da parte dei regimi islamici al potere che non hanno mosso un dito per impedire che si perpetrassero gli attentati. Le due ambasciate sono situate in zone centralissime, da sempre sotto il rigido controllo delle autorità di sicurezza che però, chissà come, in questa circostanza non sono intervenute. I terroristi hanno agito in modo indisturbato sia nella fase (...)
(...) dell'assalto e del saccheggio delle ambasciate sia quando hanno dato alle fiamme la bandiera americana sostituendola con quella nera di Al Qaida sia infine quando hanno giustiziato l'ambasciatore Chris Stevens, un diplomatico e due marines.
La verità è che «il vero islam» da cui sono posseduti i musulmani è un'ideologia che istiga all'odio, alla violenza e alla morte dei non musulmani. La verità è che però non lo possiamo dire perché quest'Occidente vile, ignorante, pavido, venduto, votato al suicidio preferisce rinnegare la verità e rinunciare alla libertà pur di non urtare la suscettibilità degli islamici, di non prendere atto che la radice del male non era Bin Laden ma il Corano e Maometto a cui lui ha obbedito ciecamente. Obama, tramite un comunicato emesso dall'ambasciata americana al Cairo, si era addirittura scusato per la diffusione di un video L'innocenza sui musulmani, prodotto negli Stati Uniti, in cui Maometto viene raffigurato come un pedofilo. Perché mai non possiamo dire che Maometto, come attesta la sua biografia ufficiale, sposò Aisha quando lei aveva 6 anni? È un fatto oggettivo. Perché mai non possiamo dire che Maometto, sempre come attesta la sua biografia ufficiale, ha partecipato nel 627 alle porte di Medina allo sgozzamento e alla decapitazione di circa 800 ebrei nella tribù dei Banu Qurayza? È un fatto oggettivo.
Svegliamoci. Riscattiamo il diritto e il dovere di usare la ragione, di essere pienamente noi stessi almeno qui dentro casa nostra! Abbiamo sbagliato tutto con gli islamici. Proprio nell'undicesimo anniversario dell'11 settembre, gli attentati di Bengasi e del Cairo ci fanno toccare con mano una verità elementare: con tutti coloro che hanno come unici referenti ideologici il Corano e Maometto, non è in alcun modo possibile pervenire alla pace, tutt'al più a una tregua armata pari a quella stipulata nel 628 da Maometto a Hudaibiya con i nemici meccani e violata subito dopo quando si invertirono i rapporti di forza. Fu un madornale errore di Bush e di Blair quello di immaginare che alleandosi con i Fratelli musulmani avrebbero diviso lo schieramento radicale islamico e sconfitto Al Qaida. Oggi i Fratelli musulmani sono al potere sulla sponda meridionale del Mediterraneo e stanno dilagando in quella orientale, mentre Al Qaida controlla dei territori al pari di uno Stato nel Mali, Somalia, Nigeria e Yemen. Di ciò dobbiamo ringraziare Obama e gli europei che si sono invaghiti della cosiddetta «primavera araba» e che continuano a sostenere i feroci nemici degli ebrei, dei cristiani, di Israele e delle donne. Perché la verità è che l'islam è incompatibile con la democrazia.
La Libia avrebbe dovuto essere totalmente grata agli Stati Uniti che si sono sobbarcati l'onere maggiore della guerra di «liberazione» dall'odioso regime dittatoriale di Gheddafi. Proprio nel giorno in cui, commemorando l'11 settembre, Obama sosteneva che gli Stati Uniti sono in guerra solo contro Al Qaida e non contro l'islam, la risposta è stata la strage degli americani. Probabilmente il film «blasfemo» o la conferma dell'uccisione del numero due di Al Qaida, Anas Al-Libi, sono solo pretesti. Lo avrebbero fatto comunque perché è solo così che l'islam trionferà. Sveglia Occidente! Basta relativismo. Basta islamicamente corretto. Basta dialogo fine a se stesso. Fermiamo l'invasione islamica prima che sia troppo tardi.
twitter@magdicristiano http://www.ilgiornale.it/news/interni/torna-lislam-assassino-836964.html
Il dovere di difenderci dalla violenza del Corano, È Allah che ordina ai musulmani di combattere per affermare l'islam ovunque nel mondo. Magdi Cristiano Allam - Dom, 14/09/2014, «Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia reso solo ad Allah» (Corano, 2,193). È Allah che ordina ai musulmani di combattere per affermare l'islam ovunque nel mondo. L'autoproclamato califfo Abu Bakr Al Baghdadi, che ha un dottorato di ricerca in studi islamici, da buon musulmano vuole applicare alla lettera ciò che Allah ha prescritto: «Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la Gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo e siano soggiogati» (9,29). Ora che, per la prima volta dalla dissoluzione del Califfato Ottomano nel 1924, Al Baghdadi ha proclamato lo Stato islamico su un territorio conquistato con il terrore a cavallo tra l'Irak e la Turchia, egli ha il dovere di proseguire la sottomissione del mondo intero fino al compimento del Califfato islamico globalizzato. Nella stessa direzione vanno i terroristi islamici che hanno proclamato il Califfato islamico in Nigeria e l'«Emirato islamico» di Bengasi.
Malissimo fa Obama, da sempre filo-islamico, a sostenere che l'Isis (Stato Islamico dell'Irak e del Levante) «non è islamico, perché nessuna religione condona l'uccisione degli innocenti». Forse dimentica questo brano del Corano (8, 12-17): «Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi! (...) Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi». È certamente opportuno coinvolgere anche i Paesi musulmani nella guerra al terrorismo islamico globalizzato, ma non al costo di legittimare l'islam e di continuare a sostenere altre fazioni islamiche che solo su un piano tattico sono rivali dell'Isis o di Al Qaida. Perché ricordiamoci che il Corano è unico, come è unico Maometto. Sono i musulmani che possono differenziarsi se si attengono letteralmente a quanto ha prescritto Allah oppure se condividono i valori fondanti della nostra umanità e le regole della civile convivenza.
Ebbene, devono essere gli Stati musulmani ad aderire ad una logica laica nella guerra al terrorismo islamico globalizzato, non l'Occidente laico a sottomettersi all'islamofilia. Potremo vincere questa Terza guerra mondiale soltanto se saremo consapevoli della sua specificità e se sapremo riscattare la certezza di chi siamo: persone fiere di fede e ragione e non sottomesse alla violenza di Allah, Patria della libertà e non terra di conquista.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/dovere-difenderci-violenza-corano-1051572.html
se Papa Francesco legittima l'islam. Le dichiarazioni rese dal pontefice in Turchia raffigurano una Chiesa cattolica irrimediabilmente persa nel relativismo religioso
Magdi Cristiano Allam - Dom, 30/11/2014
Le dichiarazioni rese da Papa Francesco in Turchia raffigurano una Chiesa cattolica irrimediabilmente persa nel relativismo religioso che la porta a concepire che l'amore per il prossimo, il comandamento nuovo portatoci da Gesù, debba obbligatoriamente tradursi nella legittimazione della religione del prossimo, a prescindere dalla valutazione razionale e critica dei suoi contenuti, incorrendo nell'errore di accomunare e sovrapporre persone e religioni, peccatori e peccato.
Quando il Papa ha giustamente detto «la violenza che cerca una giustificazione religiosa merita la più forte condanna, perché l'Onnipotente è Dio della vita e della pace», dimentica però che il Dio Padre che concepisce gli uomini come figli, che per amore degli uomini si è incarnato in Gesù, il quale ha scelto la croce per redimere l'umanità, non ha nulla a che fare con Allah che considera gli uomini come servi a lui sottomessi, legittimando l'uccisione degli ebrei, dei cristiani, degli apostati, degli infedeli, degli adulteri e degli omosessuali («Instillerò il mio terrore nel cuore degli infedeli; colpiteli sul collo e recidete loro la punta delle dita... I miscredenti avranno il castigo del Fuoco! ... Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi» (Sura 8:12-17). Quando il Papa all'interno della Moschea Blu si è messo a pregare in direzione della Mecca congiuntamente con il Gran Mufti, la massima autorità religiosa islamica turca che gli ha descritto la bontà di alcuni versetti coranici, una preghiera che il Papa ha definito una «adorazione silenziosa», affermando due volte «dobbiamo adorare Dio», ha legittimato la moschea come luogo di culto dove si condividerebbe lo stesso Dio e ha legittimato l'islam come religione di pari valenza del cristianesimo. Perché il Papa non si fida dei propri vescovi che patiscono sulla loro pelle le atrocità dell'islam, come l'arcivescovo di Mosul, Emil Nona, che in un'intervista all' Avvenire del 12 agosto ha detto «l'islam è una religione diversa da tutte le altre religioni», chiarendo che l'ideologia dei terroristi islamici «è la religione islamica stessa: nel Corano ci sono versetti che dicono di uccidere i cristiani, tutti gli altri infedeli», e sostenendo senza mezzi termini che i terroristi islamici «rappresentano la vera visione dell'islam»?
Quando il Papa intervenendo al «Dipartimento islamico per gli Affari religiosi» ha detto «noi, musulmani e cristiani, siamo depositari di inestimabili tesori spirituali, tra i quali riconosciamo elementi di comunanza, pur vissuti secondo le proprie tradizioni: l'adorazione di Dio misericordioso, il riferimento al patriarca Abramo, la preghiera, l'elemosina, il digiuno...», ha reiterato la tesi del tutto ideologica e infondata delle tre grandi religioni monoteiste, rivelate, abramitiche e del Libro, che di fatto legittima l'islam come religione di pari valore dell'ebraismo e del cristianesimo e, di conseguenza, finisce per delegittimare il cristianesimo dato che l'islam si concepisce come l'unica vera religione, il sigillo della profezia e il compimento della rivelazione. Così come quando il Papa ha aggiunto che «riconoscere e sviluppare questa comunanza spirituale – attraverso il dialogo interreligioso – ci aiuta anche a promuovere e difendere nella società i valori morali, la pace e la libertà», ha riproposto sia una concezione errata del dialogo, perché concepisce un dialogo tra le religioni mentre il dialogo avviene solo tra le persone e va pertanto contestualizzato nel tempo e nello spazio, sia una visione suicida del dialogo dal momento che il nostro interlocutore, i militanti islamici dediti all'islamizzazione dell'insieme dell'umanità, non riconosce né i valori fondanti della nostra comune umanità né il traguardo della pacifica convivenza tra persone di fedi diverse dall'islam.
Anche quando il Papa ha detto «è fondamentale che i cittadini musulmani, ebrei e cristiani - tanto nelle disposizioni di legge, quanto nella loro effettiva attuazione -, godano dei medesimi diritti e rispettino i medesimi doveri», ci trova assolutamente d'accordo. A condizione che l'assoluta parità di diritti e doveri concerne le persone, ma non le religioni. Perché se questa assoluta parità dovesse tradursi nella legittimazione aprioristica e acritica dell'islam, di Allah, del Corano, di Maometto, della sharia, delle moschee, delle scuole coraniche e dei tribunali sharaitici, significherebbe che la Chiesa ha legittimato il proprio carnefice che, sia che vesta il doppiopetto di Erdogan sia che si celi dietro il cappuccio del boia, non vede l'ora di sottometterci all'islam. magdicristianoallam.it
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I "fratelli" islamici assassini shariaah, di Papa Francesco uccidono i cristiani. L'islam pretende di "superare" il cristianesimo e continua a massacrare gli "infedeli". Dimenticarlo è una manifestazione di relativismo religioso, Magdi Cristiano Allam - Lun, 12/08/2013 Dopo Giovanni Paolo II che abbatté il muro di un millenario pregiudizio definendo gli ebrei «nostri fratelli maggiori» nel corso della sua storica visita alla Sinagoga di Roma il 13 aprile 1986, ieri Papa Francesco ha definito i musulmani «nostri fratelli» nell'Angelus a Piazza San Pietro rivolgendo loro un messaggio in occasione della festa della fine del Ramadan, il mese del digiuno islamico.
Ebbene, se è indubbio il legame teologico tra ebraismo e cristianesimo dato che Gesù era ebreo e il cristianesimo fa proprio l'Antico Testamento, all'opposto l'islam - affermatosi 7 secoli dopo - si fonda sulla negazione della verità divina dell'ebraismo e del cristianesimo concependosi come la religione che rettificherebbe le loro devianze, completando la rivelazione e suggellando la profezia.
Se «nostri fratelli» fosse usato in senso lato riferito alla nostra comune umanità le parole del Papa sarebbero ineccepibili. Ma se «nostri fratelli» è calato in un contesto teologico allora si scade nel relativismo religioso che annacqua l'assolutezza della verità cristiana mettendola sullo stesso piano dell'ideologia islamica che è fisiologicamente violenta al punto da non concepire Allah come «padre» e i fedeli come «figli», bensì come un'entità talmente trascendente da non poter neppure essere rappresentata e nei cui confronti dobbiamo esclusivamente totale sottomissione. Solo nell'ebraismo e soprattutto nel cristianesimo, la religione del Dio che si è fatto uomo e dell'uomo concepito a immagine e somiglianza di Dio, Dio è padre, noi tutti siamo suoi figli e tra noi siamo fratelli.
Papa Francesco all'Angelus dopo aver sostenuto che il cristiano «è uno che porta dentro di sé un desiderio grande, profondo: quello di incontrarsi con il suo Signore insieme ai fratelli, ai compagni di strada», ha rivolto «un saluto ai musulmani del mondo intero, nostri fratelli, che da poco hanno celebrato la conclusione del mese di Ramadan, dedicato in modo particolare al digiuno, alla preghiera e all'elemosina». Se i musulmani sono «nostri fratelli» e se la missione del cristiano è «incontrarsi con il suo Signore insieme ai fratelli», ci troviamo di fronte a un quadro teologico che mette sullo stesso piano cristianesimo e islam, considerandoli come due percorsi diversi ma che conducono entrambi allo stesso Dio.
Nel suo messaggio ai «musulmani del mondo intero» del 10 luglio, il Papa ha scritto: «Venendo ora al mutuo rispetto nei rapporti interreligiosi, specialmente tra cristiani e musulmani, siamo chiamati a rispettare la religione dell'altro, i suoi insegnamenti, simboli e valori», specificando «senza fare riferimento al contenuto delle loro convinzioni religiose». Francesco aggiunge: «Uno speciale rispetto è dovuto ai capi religiosi e ai luoghi di culto. Quanto dolore arrecano gli attacchi all'uno o all'altro di questi!». Ebbene se si mette sullo stesso piano cristianesimo e islam concependole come religioni di pari valenza e dignità senza però entrare nel merito dei loro contenuti, così come se si denuncia la violenza che si abbatte contro i capi religiosi e i luoghi di culto senza specificare che si tratta della violenza islamica ai danni dei cristiani, il risultato è che il Papa da un lato legittima l'islam che si concepisce come l'unica vera religione e, dall'altro, mostra arrendevolezza nei confronti del terrorismo e dell'invasione islamica che dopo aver sottomesso all'islam le sponde meridionale e orientale del Mediterraneo stanno ora aggredendo la nostra sponda settentrionale.
Il relativismo religioso è evidente anche nel messaggio rivolto dal cardinale Angelo Scola ai musulmani lo scorso 8 agosto in cui si legge: «La fedeltà ai precetti delle nostre rispettive tradizioni religiose, quali la preghiera e specialmente il digiuno da voi osservato nel mese di Ramadan, ci infonda fiducia e coraggio nel promuovere il dialogo e la collaborazione intesi come frutto necessario dell'amore di Dio e del prossimo, i due pilastri biblici e coranici di ogni autentica spiritualità». Concepire una continuità e un raccordo teologico tra ebraismo, cristianesimo e islam fondato sull'amore di Dio e del prossimo, è solo un auspicio contraddetto giorno dopo giorno dai fatti. Il caso di padre Paolo Dall'Oglio, gesuita come il Papa, acceso relativista che ha a tal punto sostenuto la causa dell'islamizzazione della Siria da essere stato cacciato dal governo di Assad ma che ciononostante è stato sequestrato dai terroristi islamici siriani, ci conferma che gli islamici non rinunceranno mai a sottomettere i cristiani, gli ebrei, gli infedeli all'islam così come impongono loro Allah nel Corano e Maometto. Proprio ieri, mentre il Papa a Roma definiva i musulmani «nostri fratelli», i musulmani in Egitto hanno bruciato una chiesa e 17 case di cristiani. Mentre la fine del Ramadan in Irak è stata festeggiata dai terroristi islamici sunniti con 10 autobombe causando la morte di 70 persone. Certamente il cristianesimo e la nostra comune umanità ci portano ad amare il prossimo a prescindere dalla sua fede, ideologia, cultura o etnia, ma l'adozione del relativismo religioso si traduce nel suicidio del cristianesimo e della nostra civiltà che ha generato i diritti fondamentali della persona e la democrazia. twitter@magdicristiano
http://www.ilgiornale.it/news/interni/i-fratelli-islamici-papa-francesco-uccidono-i-cristiani-942857.html
«Non lasciate sola la Nigeria, fermate la strage di cristiani»
Riccardo Cascioli - Mar, 21/08/2012 «Fate pressione sui vostri governi, affinché intervengano per fermare questo massacro di cristiani». L'appello dal Meeting di Rimini di monsignor Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo cattolico di Jos e presidente della Conferenza episcopale nigeriana, è inequivocabile. In Nigeria da gennaio sono stati uccisi 800 cristiani da parte dei terroristi islamici di Boko Haram, che in lingua hausa vuol dire «la civiltà occidentale è proibita», e per i cristiani è ormai diventato impossibile vivere una vita normale, figurarsi andare in chiesa, dove sono avvenuti la maggior parte dei massacri. Ma il problema non è soltanto della Nigeria, la persecuzione dei cristiani è una emergenza in molti paesi dell'Africa e dell'Asia, come dimostra il caso di questi giorni della bambina down cristiana arrestata per blasfemia in Pakistan, con la probabilità di una condanna a morte. E davanti a questa realtà i responsabili politici sembrano impotenti sia a livello nazionale che internazionale: «È evidente che Boko Haram è sempre più potente - dice Kaigama -, sempre più efficace nei suoi attacchi, ha una disponibilità economica e militare crescente, ma il governo non fa nulla per bloccare questa minaccia, per individuare la fonte di questa potenza».
Ma anche il governo è minacciato, cosa impedisce che si agisca efficacemente?
«Ci sono tanti piccoli interessi: chi ha paura ad opporsi e cerca di adattarsi, chi pensa di approfittare del terrorismo per destabilizzare il governo guidato da un cristiano, il presidente Goodluck Jonathan, ci sono tribù che pensano di avere nei terroristi degli alleati per combattere altre tribù, e così via. Tanti piccoli interessi opposti che alla fine lasciano via libera a chi vuole prendere il controllo della Nigeria con la violenza. Ma è così anche a livello internazionale, con il rischio che le formazioni fondamentaliste acquistino potere in altre parti dell'Africa. Anche l'informazione ha le sue responsabilità, con descrizioni distorte della situazione in Nigeria».
Può fare qualche esempio?
«Intanto quando si descrive una Nigeria divisa tra un nord islamico e un sud cristiano. Non è così, io stesso sono del nord ma sono cattolico. Ma quando si dà questa informazione si fa il gioco di Boko Haram, si dà il senso di un Paese già spaccato. Si può dire invece che c'è una maggioranza islamica in alcuni Stati e cristiana in altri, ma la realtà è che cristiani e musulmani vivono insieme ovunque. Inoltre si parla spesso di scontri tra cristiani e islamici, come se in Nigeria ci fosse una guerra di religione: anche questo non è vero. I conflitti e gli scontri nascono in genere da divisioni tribali, magari ci sono furti o uccisioni di bestiame di una tribù che scatenano rappresaglie contro un'altra tribù: poi accade che gli uni sono islamici e gli altri cristiani, ma la religione non c'entra niente. Dire che c'è un problema religioso aiuta Boko Haram ad affermare l'esistenza di una guerra civile che è il loro vero scopo».
Ma come si esce da questa spirale di violenza?
«Costruendo un'amicizia vera. È quello che vedo anche qui al Meeting di Rimini, un'amicizia che genera un grande evento culturale. Solo un'amicizia che è il reciproco riconoscersi nelle stesse esigenze di uomini, che diventa stima reciproca, può essere un baluardo contro chi semina odio, contro la facile tentazione di rispondere alla violenza con la violenza. Certo, non è facile consolare persone a cui sono stati appena uccisi due o tre familiari, ma la vendetta è una scorciatoia che peggiora solo i problemi. A volte mi accusano di cercare compromessi, ma io cerco solo di costruire un dialogo con i musulmani».
Ma nel rapporto con i musulmani c'è una differenza tra i cattolici e le altre confessioni protestanti presenti?
«Ah sì, c'è una grandissima differenza. Solo noi cattolici cerchiamo di portare avanti il dialogo, partecipiamo a momenti comuni. Gli altri sono diffidenti, prevale il risentimento nei confronti di tutti gli islamici».
http://www.ilgiornale.it/news/esteri/non-lasciate-sola-nigeria-fermate-strage-cristiani-830854.html 
Nigeria, che vergogna il silenzio sulla carneficina di cristiani
http://www.ilgiornale.it/news/esteri/renzi-e-luxurya-oscurano-massacro-dei-cristiani-993171.html
I terroristi contro gli innocenti In Nigeria rapiti pure i bimbi
http://www.ilgiornale.it/news/esteri/i-terroristi-contro-innocenti-nigeria-rapiti-pure-i-bimbi-1031462.html
NIGERIAScontri interreligiosi Il presidente proclama l'allerta per Pasqua
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Oriana già nel 2001 parlava di "Islamico Culto della Morte". Una vera e propria ideologia che subdolamente dal medio oriente si sta diffondendo in Europa. Perché il fanatismo religioso, prima d'essere un Califfo che vuole conquistare i nostri territori è una idea che vuole conquistare le nostre anime, un culto dove le mamme al grido di Allah-Albar gioiscono per la morte dei propri figli.
E questo Culto della Morte, tacitamente si diffonde sempre più in Europa. Pensate, come ricordava la stessa Oriana, ai migliaia di aborti ogni giorno. Oppure alla recentissima notizia del o Belgio e dell'Olanda dove i genitori ammazzano i propri figli alla nascita e non, solo perché "non hanno una qualità della vita accettabile". Si pensi alla Svizzera dove l'Eutanasia è oramai indistintamente applicata nei confronti di anziani, depressi, o semplicemente malati. Si pensi alla Repubblica Ceca dove si studia l'aborto obbligatorio per i bimbi down. All'Inghilterra dove è proibito far guardare in tv uno spot che ricorda che anche i bambini affetti da trisomia 21 possono avere una vita felice, perché va incentivato l'aborto. E si pensi a tutte le balle sul rifare il mondo con l'idea hitleriana dell'Eugenetica. Degli uomini in laboratorio scegliendo il colore della pelle e eliminando gli scarti. E si pensi a tutt tutte le centinaia di sciocchezze che si ascoltano ogni giorno.
Ero convinto che potevamo vincere questa battaglia contro l'Islam perché amavamo la vita. Perché l'amavamo al tal punto da difenderla indistintamente, e a tal punto da curare il sofferente non sacrificarlo con le balle della dolce-morte. A tal punto di tentare di portarla su Marte o sulla Luna. A tal punto da piangere la morte dei nostri figli.
Ma oggi mi accorgo che l'Europa insegue l'islamico culto della morte. Stiamo perdendo cari miei. Stiamo diventando come i fanatici islamisti senza accorgercene. Stiamo svendendo le nostre anime.
Svegliatevi prima che sia troppo tardi. WAKE UP! http://www.liberoquotidiano.it/news/11677994/Roma--omicidio-all-Eur-.html  Roma, omicidio all'Eur: "Leonelli voleva andare a combattere a Gaza"
L'orribile storia di cui si è reso protagonista Federico Leonelli, l'uomo che a Roma ha tentato di stuprare, ucciso e poi decapitato con una mannaia la colf della casa in cui era ospite, si arricchisce di nuovi, drammatici, particolari: nella serata di lunedì 25 agosto la fotografia (guardala: immagini forti) del primo piano del killer, morto e con la mascherina in volto (nel frattempo monta la polemica della sorella, che sostiene che la polizia gli abbia sparato al cuore, uccidendolo, mentre era in fuga). Oggi, invece, le parole affidate a Il Tempo di Giovanni Ciallella, il proprietario della distinta villetta dell'Eur, all'86 di via Birmania, dove si è consumata la mattanza e il delitto della 38enne ucraina.
"Voleva arruolarsi" - "Si era fissato con la religione, voleva andare in Israele, arruolarsi nell'esercito e combattere contro i palestinesi", svela Ciallella parlando di Lionelli. "Gli avevano negato il visto due volte e per questa ragione era anche andato a parlare col consolato israeliano". Dettagli inquietanti che definiscono la personalità del killer, del quale è già stata svelata la passione per i coltelli, che aveva spinto la colf poi assassinata a lanciare un allarme che, però, è rimasto inascoltato. Le immagini di guerra in arrivo da Gaza negli ultimi mesi, magari in una "combinazione letale" con lo sgozzamento di James Foley, forse hanno risvegliato il "mostro" che dormiva in Leonelli, da tempo depresso.
Inquirenti al lavoro - In parallelo proseguono le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla procura della Repubblica, per chiarire ogni minimo dettaglio su quanto avvenuto domenica mattina all'Eur. Come scritto, è emerso che l'assassino da qualche tempo abitava in via Birmania come ospite del proprietario, conosciuto anni prima per motivi di lavoro (entrambi operano nel settore dell'informatica). Secondo quanto emerso, tra l'omicida e la vittima ucraina non sembrerebbe esserci stato in passato alcun tipo di relazione. Ora si attendono l'esito dell'autopsia disposta dalla procura e l'esito dei test balistici: la polizia sostiene che i colpi di arma da fuoco contro l'assassino sono stati esplosi per difesa, poiché Lionelli avrebbe cercato di aggredirli con la stessa mannaia con cui aveva infierito contro la colf.
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"La domanda: è ancora possibile spengnere l'incendio shariah islamico? Abbiamo già perduto, noi occidentali, oppure no? Forse no. Lo dico avendo negli occhi lo spettacolo che la notte di Capodanno, il Capodanno del 2004, New York ha offerto a Times Square. Si temeva un attacco nucleare, questo Capodanno, a New York [...]Truppe della Guardia Nazionale giunte da ogni parte dello Stato e in assetto di guerra, diecimila poliziotti messi a proteggere i luoghi più minacciati cioè i tunnel e i ponti e le sotterranee e i porti e gli aeroporti, elicotteri e aerei militari che solcavano il cielo senza sosta, squadre di scienziati e di medici pronti a misurare le radiazioni e in qualche modo a neutralizzarle. Nonché telegiornali che suggerivano di tener le finestre tappate e la cassetta dei medicinali a portata di mano. [...] L'unico a non cantare era il sindaco Bloomberg che ritto su un palco e pallido d'angoscia fissava i tetti dei grattacieli dove i tiratori scelti puntavano i fucili a cannocchiale. Oppure scrutava dentro i recinti in cerca degli scienziati con la valigetta per misurare le radiazioni. Il meglio, però, l'ho visto a mezzanotte. Perché mentre i fuochi d'artificio squarciavano il buio, ogni fuoco un boato così potente da farti temere che l'attacco stesse avvenendo davvero, le macchine da presa hanno inquadrato un giovanotto che si inginocchiava ai piedi d'una ragazza e con la mano sinistra le offriva un anello. Con la mano destra invece alzava un cartello sul quale aveva scritto a gran lettere: «Will you marry me? Vuoi sposarmi?». Dopo qualche secondo di stupore la ragazza s'è messa a baciarlo con avidità, e allora lui ha girato il cartello che sul retro conteneva le parole: «She said yes. Ha detto sì». Poi, a lettere più piccole e tra parentesi: «I knew she would say yes. Lo sapevo che avrebbe detto sì». Bè, è scoppiato il finimondo. Chi saltava, chi s'abbracciava. Chi ritmava Alleluja-evviva-Alleluja. Chi strillava: «Many children, tanti bambini, many children!». Come se l'Undici Settembre non fosse mai avvenuto, non fosse mai esistito. Ed io mi sono commossa. Perché era proprio una sfida, quel «many-children». Voleva proprio dire: «Noi non abbiamo paura». E perché non molto lontano c'era il gran vuoto lasciato dalle Due Torri. C'erano i tremila morti ridotti in polvere. I morti dell'Undici Settembre. Commossa, sì. Io che con le lacrime non piango mai. E subito ho accantonato la brutta storia dei Dieci Comandamenti sloggiati dalla Corte Costituzionale di Birmingham, Alabama. Ho accantonato il pensiero dell'Albero di Natale che alcuni vorrebbero togliere dal Rockefeller Center. Ho accantonato il disprezzo che provo per i divi ultramiliardari e terzomondisti, per gli opportunisti vestiti da professori, per gli sciagurati che sostengono le filoislamiche porcherie della filoislamica Onu, per tutto ciò che in America non mi piace, e ho assaporato il sale della speranza." https://fbcdn-sphotos-h-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xfa1/v/t1.0-9/p235x350/10583994_855002811177948_4188530884381091032_n.jpg?oh=3cdb708e7dd3d73ce99b03cacdb72135&oe=54F99737&__gda__=1426277349_67303dd9b779a55ecf61dd4a8dca0ec3
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Le migliori frasi di Oriana Fallaci ha condiviso una foto.
17 agosto
"Tra i due gay ricchi (e a dorso nudo ndr.) che fanno strappare dal seno della madre il neonato appena partorito per far finta di essere madre e padre, e il neonato così platealmente violato fin dai suoi primi istanti di vita, chiunque non abbia un bidet al posto del cuore sta con il neonato. E con sua madre."
Tratto da libro Voglio la mamma
https://www.facebook.com/adinolfivogliolamamma
E voi da che parte state?
https://www.facebook.com/LeMiglioriFrasiDiOrianaFallaci/photos/a.317390611605840.86764.259537184057850/847912475220315/?type=1&relevant_count=1
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Le migliori frasi di Oriana Fallaci [[ tutte le proprietà degli islamici, in Occidente: DEVONO SUBITO ESSERE CONFISCATE, I CAPITALI CONGELATI, FINCHé: NON OTTENIAMO LA CONDANNA DELLA SHARIAH! ] VANGELO: Ma Gesù ad alta voce esclamò: «Chi crede in me, crede non in me, ma in colui che mi ha mandato; 45 e chi vede me, vede colui che mi ha mandato. 46 Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. 47 Se uno ode le mie parole e non le osserva, IO NON LO GIUDICO; perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. 48 Chi mi respinge e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell'ultimo giorno» Giovanni 12,44-50
CORANO: "Iddio voleva provare la verità delle sue parole e sterminare i miscredenti. Voleva far trionfare il giusto e ridurre al nulla l'ingiusto, a ridosso dei rei. Quando voi invocaste l'aiuto di Dio, Egli vi esaudì." Sura VIII, 7
"Siete sicuri che chi è nel cielo non vi scatenerà addosso un uragano di pietre, sicché sappiate com'è il mio monito?" Sura LXVII,17
"Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi. Quando tiravi non eri tu che tiravi, ma era Allah che tirava" Sura VIII, 17
"Chiunque combatta contro Allah o rinunci all'Islam per abbracciare un'altra religione deve essere "messo a morte o crocifisso o mani e piedi siano amputati da parti opposte" [Sura 5:34]
[...] La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra (Versetto 33)"
Giusto per farvi capire di che si tratta. E queste sono le Sure Coraniche moderate. Per intenderci non quelle che usano per legittimare la guerra santa.
L'Islam moderato NON ESISTE. Guardate ciò che succede in Iraq.
QUESTO POST è DEDICATO SEMPRE AL GRILLINO DI BATTISTA E AI SUOI COMPARI.
— con Emilia de Simone.
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Shot Copt dies on New Year's Eve after hospital 'negligence'
Published: January 04, 2014
Christian reportedly shot by Muslim Brotherhood protesters, then refused treatment
A Coptic Christian man died on New Year's Eve from a gunshot wound to the head after three hospitals in Cairo are reported to have turned him away.
Ihab Ghattas, 23, was shot outside Mar Girgis (St George's) Church in the Ain Shams area of Cairo after celebrating mass. The Maspero Youth Union (MYU), a Coptic activist group, claims he was shot by a member of the Muslim Brotherhood following a protest outside the church by the Islamist group.
In a statement released on New Year's Day, the MYU claimed that Ghattas died because of "negligence" on the part of the hospitals which refused to treat him.
Mideast Christian News (MCN) reports that Ghattas was denied access to one hospital because it was deemed not to be an emergency and another due to a lack of beds. The third hospital refused to treat him due to the absence of an intensive care unit, according to the MYU.
A fourth hospital, St. Peter's in Heliopolis, admitted him but he died soon afterwards. The MYU said that by this stage he had been "bleeding for three hours". The group has called for an investigation.
Muslim Brotherhood supporters were reported by MCN to have fired  birdshot at St. George's Church, after which a group of young people from the church, including Ghattas, had joined police in defending it.
Other protests reportedly took place across the country, but police used tear gas to disperse them.
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'Kidnapping,' forced conversion and collective punishment haunt Egypt's Copts, Published: November 24, 2014 by Lauren Gunias
Ongoing lack of state protection for Egyptian Christians
Woman and child in a church service in Upper-Egypt; December 2003 Woman and child in a church service in Upper-Egypt; December 2003, World Watch Monitor. It's been two months since Coptic Christians in an Upper Egypt village endured a traumatic sequence of events ending in heavy police abuse. The victims still have not received any justice from the state security authorities who broke the law and violated its citizen's human rights.
On Sept. 16, in Deir Gabal al-Teir village, Egyptian security forces ambushed several Coptic homes in the middle of the night. They proceeded to steal and destroy the families' belongings before dragging dozens of residents out of their beds, binding their hands behind their backs and beating them with batons. The police then proceeded to drag them to the police station by a single rope.
The security forces collectively punished the villagers in response to a demonstration initiated by a group of Copts the previous day. They were protesting outside the station to pressure the police to investigate the disappearance that initially occurred nearly two weeks earlier, of 39-year-old Coptic woman Iman Morqos Saroufim.
Her family initially filed a police report on Sept. 3, believing that she was kidnapped by Muslim Sami Ahmed Abd al-Rahman. They responded saying they were unable to help, declaring that they believed Saroufim ran away willingly, and that since leaving she had also converted to Islam.
After two weeks of her friends and families' unsuccessful negotiations with security and executive leaders of the province, hundreds from her Coptic community organized a demonstration outside the police station. The protest turned violent, leaving a police vehicle and a civil defense vehicle with broken windshields.
The police used tear gas to disperse the protestors, and then proceeded to raid their village late that night.
On Sept. 26, Saroufim unexpectedly returned to her family and told the media that she had "escaped."
Speaking with Mideast Christian News (MCN), she said that a Muslim man abducted her. "He tried to force me to go with him to Al-Azhar to convert to Islam, but I refused. He took another veiled woman to Al-Azhar, pretending she was me, to change my religion. He managed to change my religion using my photo."
Despite the collective punishment, no police were charged for the attack. Village in Upper EgyptVillage in Upper Egypt,
World Watch Monitor World Watch Monitor World Watch Monitor
"The police brutality in this situation is similar to attacks under the former Egyptian President Hosni Mubarak's time. It's the same old thing," a Cairo pastor told World Watch Monitor.
In a meeting between Interior Minister Mohamed Ibrahim and a Coptic delegation from the Minya governorate on Sept. 23, Ibrahim promised to compensate the owners of the homes for any damages.
Editor Youssef Sidhom of Watani International said he was not satisfied with this type of response, "A non-biased investigation is needed into the brutal police response to the wrathful protest of the Coptic villagers against police failure—rather, inaction—to find the missing woman and bring her home."
"The way the police handled the events cannot be merely brushed over. It implies that we accept the police going back to their previous savagery and horror practices,"Sidhom said.
Moktar Younan, a Copt from Deir Gabal al-Teir, told MCN On Oct. 5, "The residents of the village are waiting decision of the government on compensating them for the damage occurred to them, due to the attack committed against them after the disappearance of Saroufim."
Soon after Saroufim's return, the Samalout Coptic Orthodox diocese said that she returned to her family out of her own free will. The church asked the community and media to stop talking about the case, stating, "We hope that everyone stops talking about this matter and leaves it to the legitimate channels of the state."
Burnt remains of Orthodox Church of Virgin Mary, Upper Egypt; September 2013 Burnt remains of Orthodox Church of Virgin Mary, Upper Egypt; September 2013
World Watch Monitor
Collective punishment with impunity
The Egyptian police's use of this form of collective punishment with impunity against entire communities is common practice.
"If some demonstrators attacked police personnel and hurled stones at them, then it is a transgression that needs to be addressed in accordance to the law. But in no way does it justify the use of collective punishment on the village, use of excessive violence, and engaging in degrading practices," said Ishak Ibrahim, an officer for the Egyptian Initiative for Personal Rights, EIPR.
On Oct. 2, EIPR urged the public prosecutor to launch an investigation into allegations against the police, and into allegations made by Saroufim against the Interior Ministry.
"The unfortunate events that took place in Deir Gabal al-Teir revealed the roots of the main problem, which is the absence of a clear policy and specific laws to guarantee the freedom of faith, regardless of what it is, and the freedom of citizens to change their religion whenever they want," said EIPR in its press release.
"It is the state's responsibility to resolve sectarian disputes following the principle of the rule of law, without engaging in collective punishment, customary law, or other methods that do not indicate respect for the citizenship rights of religious minorities," EIPR said.
Kidnapping of Copts is 'big business'
In terms of the long-recurring issue of kidnapped Christian women, Ebram Louis believes that demonstrations are the only method to force police to take any action to return these women.
Louis, the founder of the Association for the Victims of Abductions and Enforced Disappearances told MCN on Oct. 17 that the position of Egyptian police is biased against Christians whose daughters have been kidnapped by Muslims.
Police are notorious for not acting, he said, even if the girl has been missing for 24 hours and the family has been threatened for ransom, "because they are afraid of the militant groups."
"They did not even follow up phone calls, identify identities of the callers or arrest perpetrators. The police have not helped the families of the kidnapped girls at all. Moreover, some police officers told the families not to search for their kidnapped daughters, as they converted to the right religion," Louis said.
Without any protection it is especially easy for kidnappers to target members of rich Egyptian families, to extort their families for ransom. "Copts are still suffering from the incidents of kidnapping for ransom," EIPR's Ibrahim emphasized to MCN in an Oct. 18 report.
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SAUDI WORLDWIDE UMMAH, NAZI MECCA, ERDOGAN NATO ANTICHRIST: OBAMA GENDER, 322 BUSH 666 ROTHSCHILD WILL KILL ISRAEL.. Old wine, new skin? SATANIC EGYPT SHARIAH CRIMINAL CONTRY ISLAM SATANIC [
Published: January 16, 2014 by Markus Tozman. Analysis: Egypt's new constitution contains welcome ideas, but no guarantee they will be followed Vote counting in an Alexandria polling station.Vote counting in an Alexandria polling station.
Imogen Anderson via Twitter (@Imo_Anderson) Analysis by Markus Tozman
For the second time in 13 months, Egyptians have approved a new constitution. Compared to the constitution they just tossed aside, the new charter promises Christians a stronger standing and better representation than ever in the history of the Arab Republic. Coptic Pope Tawadros II and other Christian leaders endorsed it.
After the brief but disastrous rule of the Muslim Brotherhood, the new constitution is cause for optimism, to be sure, but the document by itself won't change the situation for Christians in Egypt. Like other national charters, it announces principles of religious freedom. But Egypt also needs lawmakers and judges who establish and interpret laws in line with the constitution's ideals. Here, the future is not as clear: The new constitution promises Christians a place in its legislative assemblies, for example, but not in its courts.
Even so, early returns indicate the new constitution has won overwhelming approval, even as many of the supporters of the former Islamist regime of the Muslim Brotherhood and ousted president Mohamed Morsi sat out the vote in protest.
Egypt's new constitution represents yet another swing of the pendulum since the revolution of 2011 that toppled autocrat President Hosni Mubarak. The Muslim Brotherhood mobilised 13 million voters in June 2012 to elect Morsi, who supervised work on a new constitution. Work on the document lagged as frustrated Christians and other liberal elements dropped out of the Islamist-dominated drafting assembly. Late in 2012, Morsi ordered the remaining delegates to finish their work in one night, and pushed the draft out for a quick vote.
Widespread anti-Morsi protests backed the military's removal of the president in July. The Muslim Brotherhood was outlawed, and work began on a new constitution.
The new charter reflects the desire to undo Muslim Brotherhood influence, and expresses an ultra-nationalism that idealises the army as the protector of the people's will. As many Egyptians pointed out, voting in favour of the new constitution was an endorsement of the June 2012 revolution that drove out Morsi. The new constitution is a nationalist project intended to counter the Brotherhood's Islamist policies and focuses on the unity of the Egyptian people, bringing together Islam's crescent and Christianity's cross. Consequently, supporters of the revolution would have been seen as traitors to the nationalist cause if they had voted against the document.
Highlighting the government's appeal to national unity, Egypt's interim president Adly Mansour visited the Coptic Papal Seat at Saint Mark's Cathedral, the first Egyptian head of state to do so in more than 40 years. This gesture did not go unnoticed; Pope Tawadros endorsed the new constitution and urged Copts to vote in favour of it.
The new constitution has one major element in common with the document it replaces: It establishes Sharia as the principle source of legislation. But there is a difference.
Prior to the Brotherhood's ascension to power in 2012, the interpretation of the "principles of Sharia" had been left to the courts. The 2012 constitution specifies, in Article 219, that the principles "include general evidence, the foundational principles of Islamic jurisprudence (usul ul-fiqh), and the reliable sources from among the Sunni schools of thoughts (madhahib)". The potential consequences were far-reaching; Article 219 allowed Sharia law to penetrate all spheres of social and personal life, paving the way for literal and archaic interpretations of Sharia, as well as application of punishment.
The new constitution removes Article 219.
It also removes Article 212, which had granted the government far-reaching powers to control endowments, and thus church finances, and by extension their operations and social services. By removing Article 212, the new constitution takes the power of the church purse away from a government that will continue to be dominated by Muslims in a country where Islam remains the state religion.
Both the old and new constitutions ostensibly guarantee the independence of Christian and Jewish religious affairs, and several new articles theoretically imply greater religious freedom. Article 64 sets forth the "absolute" freedom of belief (instead of the "inviolable" freedom established in the previous document), though it is restricted it to the Abrahamic religions, leaving Baha'i, Shia, atheists and agnostics without constitutional cover. Article 74 prohibits the founding of religious political parties and parties that discriminate against "sex, origin, sect or geographic location". Article 53 promises all "citizens are equal before the law, possess equal rights and public duties, and may not be discriminated against on the basis of religion, belief, sex, origin, race, colour, language, disability, social class, political or geographical affiliation, or for any other reason".
An activist who works closely with persecuted Christians in the countryside said the addition of Article 63, which forbids forced displacement of citizens, is especially welcome. Since the 1990s, the state has turned a blind eye to displaced Christians in Upper Egypt and other rural regions. Under threat of violence and faced with massive repression and discrimination by Islamists, tens of thousands of Christians had forcibly been displaced.
Constitutions typically confine themselves to broad principles, and usually are not the place for the detail of carrying them out. But Egypt's new charter speaks to several specific Christian concerns.
In contrast to the previous constitution, for example, the new constitution acknowledges the cultural and historic status of Christians, and grants them greater political representation. In both the preamble and in Article 50, it refers to the cultural and historic heritage of the "Church of Jesus" and the Copts in particular. Article 244 enshrines "appropriate representation in the first House of Representatives" for Christians, among other minorities. Article 180 reiterates this principle on the level of local councils.
The new constitution also tackles one of the most enduring and sensitive issues for Egypt's Christians: Church building and renovation permits. Article 235 promises that "in its first legislative term after this Constitution comes into effect, the House of Representatives shall issue a law to organise building and renovating churches, guaranteeing Christians the freedom to practice their religious rituals". It's the first time in Egypt's history that a constitution has addressed this issue.
It is worrisome, then, that such detailed provisions for Christians are not to be found in other places in the document. The judicial sector, for example, remains mostly unreformed. It gains a measure of independence in the new charter by moving the power to choose the prosecutor general from the president to the Supreme Judicial Council. But there is no provision reserving a share of seats on the bench for Christians. The articles in the new constitution concerning the courts are the same articles in the old constitution concerning the courts.
Elsewhere, there is nothing to indicate whether the rights of religious minorities will be mirrored in, for example, educational curricula. Nor are there new mechanisms to hold individuals and institutions accountable for breaches of constitutional rights.
Christians, about one-tenth of the population in the officially Islamic country, have long been frustrated trying to obtain state jobs. Just as it carved out space for Christians in legislative assemblies, the new constitution could have carved out space for Christians in the civil service. But it doesn't.
"It is the best constitution Egypt has had yet, but … [it is] still disappointing," said an Egyptian human rights activist, who asked not to be named. The military-run interim government waged an intense vote-yes campaign, and dissenters – including some of the leaders of the 2011 revolution – have found themselves in trouble with the authorities.
So indeed, compared to the last constitution, Christians have more rights. However, the structural, societal, bureaucratic and judicial discrimination that has plagued Egypt's Christians since the founding of the Arab Republic has historically been a consequence of the non-implementation of the different constitutions. Without any new enforcement mechanisms, it is not likely that much will change for Egypt's Christians. Their rights will remain theoretical.
To put it in the words of a government official from the Egyptian Foreign Service, before this week's vote: "This constitution is written for foreigners, not for Egyptians. Egyptians do not respect simple traffic rules; How could they respect constitutional articles? No one read the constitution. Still, the constitution will be passed with a majority vote of at least 70%."
At best, this new constitution represents a return to the pre-Brotherhood status for Egypt's Christians. The wine-skins are new; the wine, however, is not.
Markus Tozman is a graduate student of the Middle East at Johns Hopkins University SAIS. The views expressed in this analysis are his own.